I fatti. Zerocalcare ha sfornato la terza serie Netflix che è divisiva solo sulla carta, perché di fatto non può che piacere a tutti, di qualsiasi credo politico, ideologico, di qualunque segmento generazionale o livello culturale essi siano. Io, anche solo per questo posso dirmi perfettamente in asse in questo periodo piccolo e insignificante di me. Siamo in piena crisi energetica non per carenza di risorse ma perché Trump ha dovuto dichiarare guerra all’Iran a causa di Epstein, che lo ricatta pure dall’aldilà e lui per evitare che ce ne accorgiamo tutti ci fa guardare altrove. A spese nostre… E poi è morta la Satrapi, di crepacuore, e mi è sembrato come perdere l’equilibrio ad una notizia che ho trovato così ingiusta per tante ragioni: l’età, il suo enorme talento, lo sguardo militante eppure lieve e ironico sulla storia del suo paese. Ti ho voluto un tale bene che vorrei che almeno ti accorgessi di aver trovato finalmente pace.
Le opinioni. Sono stati giorni strani per le mie faccende personali. Non so di preciso da dove comincerei se avessi la possibilità di raccontarli. Forse partirei da come definire una red flag nell’ambito di un rapporto di qualsiasi natura. Confesso che sono diventata veloce e che ormai mi bastano un paio di cose che considero assolutamente colpevoli per farmi abbandonare il campo senza appello. E quindi amen.
Le ipotesi. L’estate prova a cominciare e io non posso bruciare ferie che forse mi serviranno tutte quando ricomincerà l’autunno, quando finalmente dovrei traslocare, avere di nuovo un tavolo, un divano, una cucina, una lavatrice. E allora cosa mi toccherà fare fino ad allora? Temo molto poco e molto male. Forse passerò tutto il mio tempo libero alla panchina preferita pensando che saranno le ultime volte che mi godrò quel salotto a cielo aperto di una Milano che presto mi riserverà uno scenario diverso che finalmente potrò osservare addirittura da un balcone. Poi magari riuscirò persino ad andare al mare per un paio di giorni. Chissà.
L’immediato. Mi fanno male tutte le ossa e anche i muscoli che non so di avere. Il fatto di accorgermi del tempo che passa dal non riuscire più a fare tutto quello a cui sono abituata a chiedere al mio corpo mi fa diventare pazza. Dovrei accettare di ritarare gli sforzi e il concetto di attività fisica, ma è un passaggio meno banale di quanto si possa credere.
Oggi ho assistito ad una stupenda conversazione con Valeria Bruni Tedeschi. Andrea le ha chiesto cosa è il cinema per lei e ha risposto “l’ossigeno che permette a questo mondo in crisi di respirare”. Mi ha convinto più delle sue reali intenzioni. E ho trovato adorabile il suo modo ineffabile di raccontarsi e declinare l’essere attrice e regista.
Non è ancora estate. Respiro ancora. Forse perché non ho ancora capito cosa mi aspetti. O perché in fondo lo so benissimo. E poi la serie di Zero calcare ha così tanti easter eggs che se non la rivedi almeno altre due volte non l’hai davvero vista.
L’estate sta iniziando e se c’è una minima possibilità di realizzare una qualche felicità in terra, può accadere solo in questo momento dell’anno. O mai più
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