martedì 21 luglio 2026

L’estate sta (s)finendo

 A Milano si respira. Non è affatto scontato in questi giorni infuocati un po’ in tutta Italia e io me lo faccio bastare come benefit di un’estate metropolitana nella quale in fondo mi è soltanto richiesto di esercitare l’attesa passiva prima di un riassetto auspicabilmente migliorativo. Nel frattempo la Spagna, per cui ho tifato, ha vinto i mondiali dimostrando che si può battere l’arroganza (non soltanto sportiva) con strumenti alternativi molto più potenti e dall’impatto emotivo e collettivo fortemente incisivo, se prima si è costruito un bagaglio di dignità con la caparbietà di chi si oppone ad una realtà in cui non si riconosce più. Sono felicissima di questo segnale di luce in una fase storica che sento come nerissima (ma sulla mia capacità di percepire anche colori nuovi giuro che sto lavorando seriamente). Grazie Spagna, sei stata un erogatore di pura grazia.

Nel frattempo ho comprato un nuovo  iPad perché ho rotto l’altro in una maniera che solo un bambino che non ha ancora imparato a camminare potrebbe fare, e poi non ho ancora avuto modo di vedere Odyssey e l’attesa di questo piacere confermo che sia essa stessa piacere, ma spero che non duri ancora molto.  Ho persino avuto la faccia tosta di programmare il prossimo viaggio dei sogni, assieme a tutte le condizioni favorevoli che vorrei si creassero per renderlo indimenticabile: luoghi da lasciare a bocca aperta, cibo da estasi, incontri finalmente indimenticabili, imprevisti belli, meteo a favore, occhi nuovi che mi aiutino ad apprezzare anche le cose di casa mia. Spero sia tutto davvero possibile. 

Ho ordinato la cucina per la casa nuova e al momento di pagare l’acconto ho pensato che mi ha fatto strano che costasse così tanto visto che sono mesi che vivo senza neppure un fornello e che la cosa mi sembri ormai del tutto normale. È incredibile la nostra capacità di abituarci a tutto, persino al disagio meno scontato e a come ciò che ci appare irrinunciabile e fondamentale in realtà non lo sia affatto. Ma sono sicura che non impiegherò troppo tempo a riabituarmi alla comodità domestica così come trovo divertente continuare ad immaginarla, provare a pensarmici dentro e persino (!)) seduta ad un balcone a bere il caffè. Avrò finalmente un balcone, wow…Con quali piccole cose mi ritrovo a pensarmi felice! Bello davvero.

Cos’altro dire del resto? Davvero poco e in fondo anche questa mi pare un’ottima notizia. Potrei aggiungere che mi sono (ri)fatta la promessa di non testare comportamenti maschili che finiscano per restituirmi sempre gli stessi risultati. Ormai lo so da tempo che non ho più bisogno di certe conferme e che è davvero raro non incappare in uomini banali che però si credono originali e brillanti e altro non sono dall’ennesima conferma che quelli sorprendenti, generosi, corretti, quelli che non si mettono a fare gli “strateghi di ‘sta cippa”, del “bastone e della carota”, delle risposte tardive ai messaggi, del “ho una compagna ma posso tradirla se mi capita, se mi va, se sono sicuro che non mi può scoprire”… io non sono capace di intercettarli. Ok. Lo accetto come dato statistico assodato mentre mi impongo di pensare di poter meritare tutt’altro. O magari no…chissà. Forse davvero nella mia personale esperienza ho avuto il privilegio di testare la vera essenza del maschio tipico e di svelarne la natura piuttosto scadente. Ma no, lo so che non sono tutti così…ma se non li incontro il mio campione rappresentativo purtroppo rimane sottostimato e distorto non per mia volontà….

Io in realtà preferisco avere fede in quella teoria secondo la quale il vero amore, se e solo se il destino lo ha previsto anche per gente come me che non sa più cosa aspettarsi, lo si incontra soltanto dopo i cinquant’anni, quando gli altri traguardi sono ormai assodati, quando l’identità e i desideri sono finalmente definiti. E quando tutti i peggiori li abbiamo già conosciuti e riconosciuti come tali. È una bellissima teoria nella quale vorrei investire ogni mia residua utopia delle emozioni. Amen.

Luglio sta per fortuna finendo. E non vedo l’ora di poter dire lo stesso di agosto. L’ho detto davvero!?!? Davvero vorrei che fosse già settembre!?!?  Pazzesco




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