Inutile girarci intorno. Fa un caldo così invalidante che senza misure drastiche di compensazione tra aria condizionata, mare, rifugi nel nord Europa… chiunque avrebbe il diritto a dare di matto, vivere tutto il tempo sotto una doccia fredda, trasferirsi al reparto surgelati fino a settembre. Io non so come sia riuscita a resistere agli ultimi quattro giorni e alla sacra sindone che puntualmente ho lasciato sul letto per ognuna di queste notti. Oggi finalmente c’è vento e per fortuna percorrere via Mecenate per arrivare nel cinema da dove scrivo adesso non mi è sembrato il calvario di cristo ma una tregua pietosa concessa da un team di divinità in crisi di coscienza verso gli umani. Grazie, chiunque voi siate e qualsiasi colpa dobbiamo farci perdonare.
Finalmente ho la data del rogito. Il 7 settembre (l’ho detto? Devo crederci? Nel frattempo accadrà l’inconcepibile? Meglio che mi affidi agli dei di cui sopra?) prenderò possesso delle mie chiavi e trasferirò il mio disagio domestico dalla casa in cui sono verso quella nuova. Sì perché già so che la cucina non sarà pronta prima di novembre e che nel frattempo avrò molto a che fare con polvere e con tutto quello che una casa nata dal nulla mi chiederà. Ho scoperto soltanto ora che il mio terrazzo non avrà una ringhiera perché essendo al piano terra sarà un corpo unico con il giardino condominiale e che la demarcazione sarà definita da una barriera di aiuole. E a me questa cosa, che non sapevo, sembra un fatto bellissimo ma pure un po’ assurdo. Chissà come la prenderà il futuro gatto di cui vorrei non dover fare a meno.
L’ho fatto. Avevo giurato che per quest’anno niente più viaggi. La Patagonia doveva essere la mia topic experience del 2026 per durata, complessità, bellezza e, inutile girarci intorno, impegno economico non secondario. Ma è stato un anno troppo complicato e faticoso per non ipotizzare una sua seconda parte almeno vagamente consolatoria e così ho deciso di prendere una manciata di giorni di settembre, costruirmi un programma serrato di cose da fare e da vedere, cullarmi nella pre visualizzazione di tutto quello che vorrei che accadesse e prenotare il mio bel volo, il mio albergo e tutta la mia rinnovata gioia di vivere quando decido di far convergere intenzioni ed azioni. Dove vado? In un posto lontano e bello come solo certi posti che non riesco a smettere di amare sanno essere. Mica si può dire tutto di tutto.
Tra poco entrerò in sala a vedere “l’hangar rosso”
Pensavo di morire di caldo e non è successo
Pensavo che sarei rimasta sola a Milano e invece ieri ero con amici. La mia socialità è già più che appagata
Pensavo che mi sarei “accontentata” della Patagonia e invece farò un altro viaggio
Pensavo che sarei impazzita in una casa senza cucina e invece SI-PUÒ-FARE
Pensavo che non avrei mai più traslocato e invece c’è perlomeno una data
Pensavo…e invece dovrei smetterla. Posso fare di meglio
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