Prevedibilissimo. Esce un film di Nolan e inevitabilmente si scatena l’inferno. E io già lo so che assistere a certi duelli rende giustizia di intere annate di indolenza narrativa variamente distribuita tra autori che tentano di fare la differenza e invece non arrivano neppure vagamente lambirla. Poi finalmente arriva lui e l’universo mondo cinefilo (o presunto tale) sente che è giusto dire qualcosa, qualsiasi cosa, sull’esperienza di visione di cui si sentono parte fondamentale e attiva. E questo, per chi anche un po’ grazie al cinema sente che questo sia un posto bello in cui provare ad orientarsi, è una faccenda di vero godimento. Per non cadere in questa trappola, mi limito a dire che Odissea sia per me uno di quei film che ti fanno perdere completamente il senso del tempo: stai lì, incollato a immagini, musiche, parole, suggestioni…come ipnotizzato, sospeso, incantato. Se un film, per tre ore, riesce a produrre questo effetto io credo che il diritto a qualsiasi critica non dovrebbe essere contemplato, indipendentemente dall’ovvia constatazione che a criticare il regista più maniacale del mondo si rischi quantomeno il ridicolo. Lo dico da estimatrice del suo talento ma non al punto da definirmi una nolaniana per incoercibile professione di fede. Ma in tutta sincerità che “glie voi dì” a un film così? Il solo rimpianto è non averlo visto in IMAX perché quel tipo di suggestioni visive ha effettivamente bisogno di essere onorato da uno schermo capace di accogliere degnamente tutta quella meraviglia.
C’è qualcosa nei programmi pomeridiani che non ho mai codificato fino in fondo. Direi che si dividono in due tipologie fondamentali: dibattito politico privo di ogni approfondimento (di solito è pura propaganda indirizzata ad anime molto semplici o facilmente manipolabili) oppure rubriche a contenuto variabile che spazia dal gossip all’ospite “esperto”. Ecco mi concentrerei su questa figura ai miei occhi surreale che dispensa consigli su alimentazione, giardinaggio, abbigliamento, cura della persona…di solito sono gli stessi da anni e anni, ormai anziani che ripetono cose che spesso sono superate da protocolli che li smentiscono clamorosamente…ma niente, loro perseverano con la solita solfa. E così mi ritrovo quasi sempre, seduto ad uno di quei divanetti con la presentatrice che ha le stesse domande scritte dall’82 sui benefici della dieta mediterranea, il dietologo ufficiale della rai, ormai pure in sovrappeso e con un aspetto che tradisce ogni risultato ottimale dei consigli che dispensa. Ma lui sta lì con l’autorevolezza che si auto attribuisce chi si sente ormai un riferimento stabile e immancabile. E a me questa cosa fa puntualmente ridere, pure perché non si capisce come sia possibile che nessuno noti questa separazione netta tra il dato fattuale e un ormai mesto farneticare ormai smentito dalla scienza.
Io credo che ci siano essenzialmente due modi di occuparsi della propria salute: un approccio medico, che considera il corpo partendo da una malattia da curare. E un approccio da “professionista del benessere” (mental coach, allenatori, nutrizionisti…) che considerano il corpo come una potenzialità, uno strumento di un percorso che arriva al vero benessere attraverso delle pratiche incrementali, cicliche, progressive che si evolvono, che tengono conto del tempo e delle fasi di un corpo che ha la fortuna di essere sano. Vive come vivo è un corpo e tutto quello che proviamo a custodire di noi stessi in lui.
E così - mentre ancora mi crogiolavo per la meraviglia dell’Odissea nolaniana, vicina ad Ulisse che dopo vent’anni non perde la sua forza ma fragile nel suo aver messo in discussione ogni altra cosa del proprio valore, a questa estate sospesa tra le mie attese eterne in cui non mi è concesso di incidere troppo, ai pomeriggi soffocati da una televisione pervicacemente uguale a se stessa pur potendo fare e dire tutt’altro, ai medici che non curano più, al benessere che non è mai una cosa sola ma un percorso pieno di tutto - ho capito che anche in un’estate più decente di questa “io mi troverei sempre a mio agio e d’accordo” con una stagione inesistente nella quale io non devo più aspettare nulla.



