Ce ne vuole di coraggio e di fantasia per trovare qualcosa di vagamente passabile in questa mia estate arroventata e sospesa nel limbo dell’attesa e della speranza. Attesa e speranza di un autunno da cui ripartire dal via e provare a chiudere l’anno con almeno un paio di cose da ricordare. E io, questo coraggio e questa fantasia, me li voglio concedere tutti perché non ha senso il vittimismo, il lamento, la rabbia non indirizzata…l’arma del buon senso e dell’ironia devono avere la meglio soprattutto a tutela di un sistema nervoso che vorrei si conservasse integro fino alla prossima follia utile.
- Dopo un inverno completamente da buttare nella programmazione radiofonica, finalmente il mio adorato Massimo Cervelli ha un programma in cui potersi esprimere al suo meglio e non confinato nell’angolo dei monosillabi da una odiosa Serena Bortone dall’ego ipertrofico con incontinenza verbale. Lo adoro da quando la radio è parte centrale del mio quotidiano e sulla sua capacità narrativa potrei tessere lodi all’infinito. Pare poco ma per me è una svolta estiva per nulla da poco
- ogni tanto vado a vedere come procedono i lavori nella mia futura casetta e rendermi finalmente conto che sta venendo proprio come la volevo io mi mette una pace e una serenità ogni volta che quasi ho paura che anche quella mezz’ora di gioia possa essermi non del tutto autorizzata
- penso per tutto il tempo che posso concedermi, al mio futuro viaggio già deciso e ogni giorno ne pianifico un pezzetto. L’idea di ripartire di nuovo, da sola, sarà sempre più stimolante del rischio di incappare in persone improbabili con cui condividere la mia esperienza verso l’altrove (fermo restando che io stessa quanto a “caratteristiche atipiche” potrei insegnare cose)
- penso alla mia capacità di azzerare ormai alla velocità della luce il senso, la bellezza, il significato o anche il semplice ricordo di certi incontri infruttuosi, ai miei giochini per testarne la purezza e alla fine mi restituiscono sempre personalità evitabili, ambigue, poco affini. Ma la vera domanda è come faccio a farli entrare tutti nella mia orbita? Mistero. Peccato. Io ci provo sempre a sperare che qualcuno arrivi davvero a valere la sforzo di una dinamica emotiva da creare…e invece niente di nuovo sotto il sole. Anzi…e mica mi fa piacere avere sempre ragione su questa faccenda. E no, non ci casco, non è che sono tutti uguali per colpa mia. Sono tutti uguali perché io li smaschero nella loro natura più meschina. È diverso. La strategia è solo quella di dimostrarmi un po’ più ingenua e buona di quanto di fatto io sia. Se vedo che se ne approfittano vuol dire che non sono delle brave persone. E infatti non lo sono mai. Io uno che mi vuole vedere solo perché non pretendo che mi paghi la cena, che non mi porta neppure un fiore strappato dall’aiuola della metro di San Donato non lo voglio rivedere neanche dipinto. E nulla ha a che fare con le pretese. È proprio una questione di tatto, di sensibilità, di buona creanza. In realtà poi di fatto si rivelano evitabili proprio in quanto non interessanti, non trasparenti, con i piedi sempre in troppe scarpe. L’eccesso di parsimonia sarebbe il minore dei mali quando poi li si stana per quello che sono. Ma tant’è. In realtà mi basterebbe molto meno di questo per arrivarci…però è sempre giusto darsi un tempo prima di consolidare un’intuizione
- sono prossima al mio mezzo secolo e mi basta sapere che continuo ad allenarmi come quando ne avevo venti, che mi piaccio persino un po’ più di allora, che non pretendo a tutti i costi di essere felice ma solo di avere la forza di accettare ogni cosa e che se è vero che non può piovere per sempre lo è altrettanto che non può fare per sempre così caldo (giusto?)
-Nolan ha fatto un buon film che (se sono fortunata) riuscirò persino a vedere in IMAX 70mm nella città in cui andrò a settembre
- Ci sono ancora persone mi scrivono in chat per dirmi cose gentili e che non voglio frequentare solo perché non ho voglia di altre delusioni e ho ancora bisogno di raccontarmi la gentilezza a modo mio.
-L’estate prossima sarà inevitabilmente diversa da questa. L’ho deciso qui ed ora. Lo pretenderò per allora
Cosa potrei mai desiderare di più?
Evviva tu, cara estate assurda, rovente, perfida e cinica. Ad oggi sei stata la mia sfida più ardua e ahimè non troppo vinta





