giovedì 7 maggio 2026

Restare sullo stesso piano. Se si sa quale sia

 Me la sono cercata. Volevo una casa nuova, ho firmato un contratto, ho creduto alla tassatività delle scadenze indicate. E invece bisogna tenere sempre conto degli imprevisti e considerarli addirittura come la sola vera certezza di ogni piccola o grande novità in cui decida di cimentarmi. E così mi sono ritrovata ad aspettare maggio con la distorsione cognitiva di chi pensava di abitare finalmente altrove e invece continuerò a imitare un reality per sopravvissuti in una casa in cui ormai manca tutto. Ok, lo accetto, l’eccesso di ottimismo va punito.

Che poi è divertente non avere niente a disposizione…no. Non lo è. In questo momento vorrei essere circondata pure dalle cose più inutili della terra per quanto è noiosa la vita dei minimalisti di tua nonna.

Quand’è che ho deciso che dovevo andarmene da qui? Quelli del piano di sopra sono andati via da anni e così erano ritornati la pace e il silenzio. Perché mi sono ostinata a cercare lo stesso una casa altrove? Forse non c’era una vera ragione se non quella di cambiare quartiere e avere un balcone grande. Ma l’idea che tutto sia slittato a settembre mi rende davvero complicata ogni ipotesi di sopravvivenza normale  nel frattempo. Vabbè mi inventerò qualcosa, il tempo passerà lo stesso e io mi renderò conto che è stato meno drammatico di quanto temessi. Come quasi tutto quello che devia dal progetto e non per questo diventa tragedia.

Intanto che faccio? Una lista delle cose per cui vale la pena di vivere? Un viaggio che mi aiuti a stare lontana da qui il più possibile? Un’aspettativa dal lavoro che mi permetta di tornarmene dai miei fino a lavori conclusi? Pianificare un nuovo viaggio perfetto a NewYork? Quante cose si possono fare per starsene lontani dalla propria casa se questa smette di accogliere?

Ma che ne so. Forse dovrei semplicemente far finta di niente e pensare che, per ora ma non per sempre, non potrei stare meglio di così. In fondo tutta la mia vita sta dentro questo scatoloni che ho preparato troppo presto e se ne stanno chiusi, aspettando di restituirmi il loro passato “tangibile” che se ne sta intrappolato in questa casa vuota senza esserlo davvero. Che stranezza vera.

In questo momento c’è la Signoris da Fabio Volo. Sta raccontando che appena diplomata al liceo artistico ha preso un treno con direzione Scala di Milano, ha bussato e ha chiesto che avrebbe voluto lavorare da scenografa per il teatro. E così ho pensato ad un paio di cose simili, non per il lavoro, che ho fatto anche io in quell’età folle in cui davvero sembrava che fosse possibile ogni bizzarria mi passasse per la testa. È una donna molto simpatica e credo che Crozza sia davvero un uomo fortunato. Adesso parlano di importanza di non avere un piano B perché altrimenti ci si incammina verso un mesto ripiego perché non si è creduto abbastanza al piano A. Lo penso persino io, che non ho mai avuto piani diversi da quello “rialzato”. Persino nella casa in cui, prima o poi, andrò a stare.

La trasmissione è carina. Pure vista su uno sgabello, in mezzo agli scatoloni. Tra piani alti e rasoterra. Che tanto, in fondo, la differenza è solo un fatto di prospettiva.


Restare sullo stesso piano. Se si sa quale sia

 Me la sono cercata. Volevo una casa nuova, ho firmato un contratto, ho creduto alla tassatività delle scadenze indicate. E invece bisogna t...