Ancora per un paio di giorni qui in Campania. Stavolta sono venuta giusto per cose strettamente necessarie come matrimonio di cugina, un po' di rigenerazione termale, riposo, un po' di questioni cronicamente problematiche e destinate a diventarlo sempre di più, il mio solito bisogno un po’ paranoico di programmare tutto almeno fino ai prossimi tre mesi in cui provare a mettere dentro persino un viaggio lungo che, se mi riuscisse davvero di fare, potrebbe valermi una medaglia per gli incastri temporali impossibili.
Dice che il film di Nolan sia di una bellezza imbarazzante e io, anche solo per questo, non vedo l’ora di tornare a Milano, occupare il mio posticino di sempre nel mio cinema del cuore e restarmene lì a godermi tre ore di tregua dall’esistenza. Ci sono annate a cui posso perdonare ogni slabbratura, inconsistenza, pallore storico…per il solo fatto che preveda la distribuzione dei film o delle serie che arrivino a fissare dei punti di passaggio evolutivi nelle emozioni collettive. Zerocalcare e Nolan già basterebbero da soli a smazzarsi tutto ‘sto lavoro, almeno per quello che serve a me. Ma poi tra un po’ esce pure Moretti e allora perché non dovrei sentirmi una personcina pacificata pur dentro il peggiore dei mondi possibili che sento che mi sia toccato in sorte? Bisogna conservare un certo portamento anche nel pessimismo cosmico più incurabile.
Anche stavolta il bagaglio per tornare a Milano mi spezzerà la schiena. Come sempre e non capisco mai bene il perché. Se non altro a questo giro non devo incollarmi nessuna torta preparata per uno che l’altra volta me l’aveva chiesta e quando è venuto a trovarmi ha tenuto a dirmi, come prima cosa, che non mi aveva portato neanche un fiore. Ora, io non mi aspettavo nessun fiore, ma il fatto che lui stesso avesse sottolineato questa cosa la dice davvero lunghissima sulla qualità delle mie frequentazioni (sporadiche, s’intende) nonché del grave deficit educativo che grava su di loro. Ma vabbè. Meglio dimenticare.
Ho finalmente ordinato la mia bella cucina per la casa nuova. Ho scelto dei colori rischiosi e non ho assolutamente idea di quale possa essere l’effetto generale. Però è stato molto divertente progettarla assieme all’arredatrice e anche se dovesse essere un po’ meno scenografica di come la immagino sono sicura che mi ci divertirò tantissimo. Del resto come potrebbe essere altrimenti, visto che ancora per più di un mese dovrò vivere in quella specie di ricovero per sfollati che è la mia casina attuale?
Fa un caldo infame ma qui per fortuna c’è l’aria condizionata e pure ancora un po’ di tempo per recuperare puntate di serie fatte apposta per generare picchi di dopamina, per cucinare cose che i miei si sognano se non gliele faccio io, per allenarmi in qualsiasi orario e non come se dovessi rispettare uno schema sovietico. E chiedermi ancora per un po’ cosa ci sia davvero in me che non funzioni. Ma forse certe domande potrei anche farmele altrove e quando davvero mi accorgo di tutto quello che non funziona. Questo è il mio anno bello perché è così che ho deciso. Quindi per ora funziona tutto perché è obbligatorio così 😜



