Ormai sono tornata a pieno titolo alle mie ordinarie faccende quotidiane. Tornare dai viaggi belli vuol dire affrontare la transizione verso la vita “precedente” con un bagaglio variegato di esperienze da catalogare e lasciar sedimentare in qualche posto accogliente della memoria, sperando che tutto quel mondo si mescoli con quello che siamo sempre stati fino a cambiarci, anche di poco. In fondo è questo il vero senso di certe esperienze: attraversarci-plasmarci-rinnovarci. Spero sia successo. Spero di rendermene conto. E che duri a lungo.
Un po’ come capita col tofu.
Prima di capirne le potenzialità mi rapportavo con il panetto di tofu con la stessa severa diffidenza di Homer Simpson quando lo definisce “una roba che ha il sapore di mattone bagnato” (ma quanto può rendere perfettamente l’idea una definizione simile!). Oggi credo che sia uno degli alimenti per me più preziosi e versatili tra tutti i cibi esistenti. E il motivo è proprio nella sua permeabilità a qualsiasi sapore gli venga accostato e quella sua capacità di diventare tutt’altro con un mix ben dosato di ingredienti che si combinano bene tra loro. Oggi so come lavorarlo e trasformarlo in qualcosa che non somiglia a nient’altro ma che nel gioco dei sapori, della cottura e delle consistenze mi restituisce un piatto sostanzialmente irripetibile e “attraversato-plasmato-rinnovato” proprio come quando si ritorna da un viaggio.
Stamattina sono rientrata in ufficio dopo quasi un mese ma prima mi sono regalata una lunga corsa affiancata da un’alba, incurante della sua potenza e del suo splendore crescente man mano che coprivo la mia distanza, mentre combattevo con un mal di testa fortissimo su cui poi ho avuto la meglio. Era da tempo che non lo facevo e invece oggi la luce e la temperatura mi sono sembrate delle alleate meravigliose che mi sussurravano “Lucia non puoi perderti questo inizio. Non oggi che hai un’emicrania che non ti lascerà in piedi”. Meno male che ho lasciato convincermi, perché dopo mi è sembrato tutto più semplice perché l’ossigeno, una sudata all’aperto, il sole, il mal di testa che passava, la campagna…cambiano tutto. Se non lo avessi fatto sarei rimasta un mattone bagnato, un’occasione perduta, una pedina insapore manipolata da emicrania e cartellino”
Oggi è una giornata epocale per la politica italiana e questo solo grazie ad un referendum che nella teoria non ha generato alcun cambiamento e nei fatti a scoperchiato un vaso di Pandora fatto di mele marce che grazie ai risultati clamorosi di un rifiuto collettivo ad un cambiamento non richiesto stanno piano piano abbandonando il campo. C’è del tofu anche in questo bizzarro tentativo di alterare i sapori usando ingredienti tossici che poi per fortuna vengono buttati via giusto in tempo.
E così ho pensato che in fondo è di grande conforto poter contare su una base apparentemente neutra di riscrittura delle cose di questo mondo pazzo, soprattutto quando poi ci si accorge di avere già tutto quello che serve per farla come si deve. Funziona sempre? Non lo so. Ma io mai più senza mattoni bagnati
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