Io invece faccio un’altra cosa, credo ugualmente meschina: io compro tutti i prodotti che mi regalano un sacco di punti fragola: non sono articoli primo prezzo ma a me garantiscono un portafoglio di punti che poi mi consente di ottenere un sacco di benefit. Meglio di niente? Meglio che offrire prodotti di qualità inferiore a quelli che prendo per me? Boh. Io ho comunque agito secondo egoismo lo stesso, adottando una logica utilitaristica e di personale tornaconto. D’altro canto mi piace comprare il cibo per i gatti da lasciare nel cesto della coop. Quello mi fa proprio piacere. Vai a capirne le ragioni. E vai capire perché di notte faccio di questi pensieri.
Una volta, un sacco di anni fa, in una trasmissione televisiva, di quelle del mattino dove si chiacchiera coinvolgendo pure il pubblico da casa, telefonò per dare la propria opinione la commessa di un negozio di lusso del quadrilatero della moda. Diceva di amare il suo lavoro perché adorava vedere ogni giorno signore ricchissime, impeccabili, sempre molto garbate, che non chiedevano mai lo sconto per comprare abiti che lei non avrebbe potuto permettersi neppure dopo anni di lavoro. Mi colpì moltissimo questa dichiarazione. Niente odio sociale, nessun ragionamento che includesse lo sfruttamento, le diseguaglianze basate su rendite di posizione, nessun accenno neppure vagamente piccato ad eventuali colpe ataviche che si basano sull’indebita accumulazione di ricchezza da parte di pochi a scapito dei più (pure delle commesse sottopagate del quadrilatero). No. Soltanto ammirazione per chi, proprio (e soltanto) perché molto ricco, sembra migliore in quanto a bontà, bellezza, educazione…
Questo io penso di notte, nel silenzio ritrovato delle mie notti più recenti.
I cambi di stagione sono sempre un po’ faticosi. Soprattutto quando non si capisce in che stagione si è e verso quale si sta procedendo. Dormirci sopra potrebbe far bene. E invece…